Dal 27 gennaio al 2 febbraio 2026

Alessandra Rovelli

KOU GALLERY, via della Barchetta 13, Roma

A cura di Scilla Maris

INFORMAZIONI GENERALI

⦿ Vernissage Martedì 27 Gennaio · 18:30-21:30

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Evento aperto / Open event

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Link

https://kou.gallery/it/esposizioni/?code=KFKEMC

ORARI: dal 28 gennaio al 2 febbraio 2026: aperto dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 19.00 – sabato apertura straordinaria dalle 16.30 alle 20.00
Ingresso libero

Wall è una parete espositiva dedicata all’arte contemporanea che, per una settimana, presenta un artista alla volta, invitando il pubblico a osservare, confrontarsi ed esprimere un giudizio. / Wall is an exhibition wall dedicated to contemporary art that, for one week, features one artist at a time, inviting the public to observe, discuss and express a judgment.

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Opere recenti tra pittura e oggetto, realizzate con pigmenti, ossidi, carbone e cenere. Superfici stratificate evocano paesaggi interiori e tracce del tempo, invitando a una lettura lenta e contemplativa / Recent works between painting and object, made with pigments, oxides, charcoal, and ash. Stratified surfaces evoke inner landscapes and traces of time, inviting a slow and contemplative experience

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Le opere presentate appartengono a una ricerca recente e si collocano in un formato medio e medio-grande, sviluppandosi sia attraverso tele sia tramite Life-Box, elementi che ampliano la pittura verso una dimensione più oggettuale. In entrambi i casi, la superficie non è mai un semplice supporto, ma uno spazio di stratificazione e deposito, attraversato da segni, velature e abrasioni.

La tecnica si basa sull’uso di pigmenti e ossidi in polvere, carbone e cenere, miscelati a basi acriliche. La materia pittorica risulta densa e irregolare, lasciando emergere una tensione costante tra controllo e casualità. Il colore non è mai puramente decorativo, ma profondamente legato alla sua componente fisica e tattile.

Le composizioni si articolano spesso in fasce orizzontali, che evocano orizzonti instabili, paesaggi interiori o superfici geologiche osservate in sezione. Le zone più chiare dialogano con campiture scure e compatte, creando passaggi graduali piuttosto che contrasti netti, come se ogni immagine fosse il risultato di un lento processo di trasformazione.

Nelle Life-Box, la profondità del supporto accentua la dimensione oggettuale dell’opera, che si presenta come un frammento estratto, quasi archeologico. La palette cromatica, volutamente contenuta, privilegia toni terrosi, grigi e blu profondi, favorendo una fruizione lenta e contemplativa.

Nel contesto di Wall, queste opere instaurano un dialogo silenzioso ma intenso con lo spazio, invitando l’osservatore a leggere le superfici come tracce, mappe incomplete o territori attraversati dal tempo, dove il significato rimane aperto e mai definitivamente fissato.